*** eburneodente ***

venerdì, 24 febbraio 2006

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giovedì, 10 novembre 2005

come se non bastasse

gia' il povero ma glorioso eburneodente ha vissuto sempre fasi alterne a causa dei miei progetti assurdi. Adesso una nuova minaccia cade sul suo futuro. ho aperto un nuovo blog su worldpress (www.eugenio.worldpress.com) ma questa volta e' una home page seria che usero' per il lavoro. Se non volete assumermi per qualche progetto stravagante non passatici neanche (tanto per ora e' pure vuoto). Piuttosto passatemi a trovare su www.ecoblog.it il mio progetto piu' serio :-)
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sabato, 22 ottobre 2005

Ane Brun (tutto nacque con Joanna Newsom)


E torno con un degli argomenti tipici di eburneodente. Le voci femminili che a me piacciono e che agli altri sembrano sempre le voci della moglie di Topogigio. Quella su gatto delle nevi e' Ane Brun e in questo momento io sto ascoltando il mio pezzo preferito "Humming one of your song".
Se vi fate un giro sul suo sito ci trovate anche qualche video.

Ps. Nel rinascimento di eburneodente aspettatevi un nuovo argomento: Apple

Ps. Un pensiero alla mia sirena preferita che si sa che se penso a eburneodente non posso non pensare anche a lei
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Sono tornato. E sono vivo

Al diavolo www.denteeburneo.splinder.com: e' passata l'estate e comq non ci ho scritto nulla. Ci sono cose che non si possono abbandonare. Non si puo' lasciare il proprio primo blog a se stesso. E come tradire. Certo, ho avuto da fare, sto curando www.ecoblog.it, cosa che ha fatto si' che sparissi anche dalla mia seconda creatura, www.shylock.splinder.com. Ma un post ogni tanto non lo posso mancare. Ve lo prometto
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domenica, 10 luglio 2005

E' nato Dente Eburneo, il primo reality blog. Definito da alcuni il primo e-tamagoci, www.denteeburneo.splinder.com e' gia' un culto per almeno 4 persone
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giovedì, 23 giugno 2005

La mia corsica

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lunedì, 30 maggio 2005

Eburneodente-Fantascienza Produzioni

Eburneodente-Fantascienza Produzioni presenta l’incipit di un libro che, per fortuna, non verrà mai scritto. Manca il titolo, ma se è per questo, manca anche il senso.

Certo che me lo ricordo. Eravamo ancora piccoli e chiunque aveva un computer ma, soprattutto, usava un computer. Mica come adesso, ormai solo una piccola elite può permettersi di pagare l’elettricità per usarli, mi fanno un’invidia.

Ieri il capo ci ha fatto veder le nuove macchine da scrivere con cui lavoreremo, dice che sono veloci, leggere e non si inceppano mai. Solite scuse, io continuo a rimpiangere il mio vecchio portatile. Già chissà dove sarà ora, ricordo di averlo venduto a un ragazzino cinese che si e no avrà avuto 15 anni.

Con la scusa della “Nuova Coscienza Ambientale” (l’ultima odiosa direttiva del Partito), il caporedattore non ci fa nemmeno usare la luce elettrica, solo candele e macchina da scrivere.

“Michele vai tu all’ex-petrolchimico oggi?” Dovevo immaginarlo, figurarsi se non mi toccava. “Non ci penso neanche capo, ci sono stato la settimana scorsa. Ma vuoi vedermi morto? Oggi non ho nemmeno la maschera né la tuta”. 

“Eccola, guarda, nuova di zecca, è arrivata oggi con le Dattilo-light3”. 

Purtroppo non posso lamentarmi oltre, la situazione è quello che è alla fine devo ringraziare religiosamente per avere ancora un lavoro. Vado in bagno a togliermi il mio splendido completo di tweed stile vero giornalista anni cinquanta, e mi metto la tuta protettiva e la maschera antigas, esco dalla redazione, e vado via verso la mia croce. Mi prendono spesso in giro per il mio stile vecchia maniera, ma non sarei mai in grado a rinunciare a quel cappello da investigatore e alla mia penna di metallo presa dal rigattiere. Guarda invece come mi tocca andare in giro, sembro un cazzo di astronauta. 

Però, adesso che la guardo meglio la fattura sembra buona, ottime cuciture, magari protegge veramente dai gas. La gente per strada ormai non ci fa nemmeno più caso a questi completi anticontaminazione, ormai sono tutti abituati. Quando arrivo al tubo, così chiamiamo l’ex petrolchimico, ci trovo la solita scena vista chissà quante volte. Lenzuola bianche che coprono un cadaveri che manco ci penso a contarli, il solito odore di pasta asciutta carbonizzata e i cinesi che non vogliono lasciare dichiarazioni. Se solo sapessi il cinese, almeno potrei trovarmi un lavoro decente. Scatto le foto, ma mi risparmio di parlare con gli operai, tanto so già che mi diranno le solite cose anticomuniste. E invece ad aver vinto sono proprio loro i comunisti, qualsiasi cosa possa voler dire, in realtà non è che un sinonimo di “cinese”, ma è meno evidente che ti stai lamentando del colonialismo giallo. 

Me ne fotto dei morti, ormai che differenza fa, preferiamo morire noi, piuttosto che riconoscere che non siamo più i capi di sta traballante baracca di pianeta. Da quando hanno sciolto i governi in Europa e le ambasciate di Pechino sono diventate i nuovi parlamenti, il continente intero è stato travolto da una sorta di saudade generalizzata. Io invece no, non ho la tristezza atlantica. Io sono diventato un cinico testa di cazzo. E’ per questo che invece che fare le interviste oggi andrò a cercarmi un corso di cinese in cassetta. 

Se solo al bar sapessero che voglio imparare la lingua, smetterebbero immediatamente di farmi giocare a bigliardo, di farmi credito per una birra ogni tanto. Ma anche se succedesse? Al bar manco ci sanno giocare a bigliardo. 

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mercoledì, 11 maggio 2005

Street boulder

Amici del boulder urbano questa sera è l'appuntamento per il brain storming.

Passeremo in ricognizione la citta per trovare i passaggi piu' estremi e piu' sporchi, faremo di tutto per farci male, nonostante si tratti di un semplice sopraluogo.

Appuntameno 9 - 9,30 davanti alla palestra.

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martedì, 10 maggio 2005

Si dice che sia vero:

Charlie Chaplin una volta arrivo' terzo ad un concorso per persone che assomigliavano a Charlie Chaplin

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giovedì, 05 maggio 2005

Reminescenze

Frammento di un vecchio discorso fra ebu e Lanonimo

Ebu: Senti secondo me sei troppo apocalittico. Se ci pensi il mondo non è mai andato tanto bene, è da sempre che il mondo va a puttane.

Lanonimo: Si' ma questa volta la puttana ha l'Aids! 

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martedì, 26 aprile 2005

Non lo so

Cari eburneilettori, questo è un momento di crisi. La vita è breve e i blog sono troppi. Shylock, assorbe la mia modesta intelligenza piu' del dovuto ed in piu' ho aperto anche un nuovo blog (www.prosciuttoincatena.splinder.com). Si sta profilando il rischio che il glorioso eburneodente.splinder.com subisca un'eutanasia. E' vero, si reincarnerebbe in shylock e in prosciutto, ma è una un boccone amaro ugualmente. Chiedo il vostro prezioso consiglio

Ebu

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venerdì, 15 aprile 2005

Martirio

Stanno facendo fuori Berlusconi. Molti curiosi sono già a Montecitorio attratti dal vento della cronaca. Alcuni accendono ceri, altri pregano che sia un supplizio doloroso. I papa boys indossano occhiali rotondi per emulare Follini. Morto un papa se ne fa un altro, ma di Berlusconi ce n'è uno solo. Niente conclave solo una grande corsa verso il centro

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venerdì, 08 aprile 2005

DI NUOVO!

Io: "Volevo sapere se la finestra da' sulla strada"

Propietario casa: "In effetti questo è l'unico difetto della stanza, non cè la finestra. O meglio, la finestra da' sulla cucina"

Io: "Che culo! Allora sarà per questo che costa solo 430 euro al mese spese escluse!"

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giovedì, 07 aprile 2005

Se non sono qui, sono su shylock.splinder.com
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domenica, 03 aprile 2005

Venerdì 1 aprile. Dal selciato di S.Pietro il nostro inviato eburneodente scrive a beneficio dei suoi lettori

 

 

 

“RISALGO di passo viale della Conciliazione, supero diversi presidi di giornalisti ai lati del viale e superate le transenne oltre le quali le telecamere dei media non possono andare, entro finalmente in piazza S.Pietro. La folla qui è più densa, ma anche più ferma e calma di quella che mi sono lasciato alle spalle. Dal lato della piazza che dà verso le due finestre accese si sta quasi stretti. Sento subito il silenzio che contrasta in maniera particolare con la situazione più agitata che ho lasciato dietro di me. Fedeli assorti con gli occhi puntati alle finestre. Mi occorre un po’ prima di percepire che il silenzio non è assoluto, ma è rotto da tante voci; ogni tanto si formano gruppi che intonano preghiere.

Torno al di là delle transenne, dai giornalisti. Ci sono troupe spagnole che intervistano turisti spagnoli, troupe inglesi che intervistano turisti inglesi e troupe americane che fanno altrettanto con turisti americani. Mi fermo a parlare con un giornalista di un quotidiano scozzese, che mi chiede: «Credi che il papa sia un figura importante per i romani?». Lo lascio lì e torno alla folla raccolta attorno al colonnato.

Al contrario di una massa omogenea, distinguo persone di tutti i tipi. E’ evidente che in quanto a numero, i curiosi superano i fedeli e, per impatto visivo, i turisti anglofoni superano tutti. Dall’abbigliamento si nota che i giovani americani questa sera non erano usciti di casa con il programma di partecipare ad una veglia. E’ il vento della Storia ad averli portati qui, lo stesso vento che ha portato qui me e le decine di persone che ronzano fra le colonne del Bernini con una macchina fotografica, intenzionati a staccare attimi da questo tramonto. Diverse ragazze e alcuni ragazzi piangono un ferita che evidentemente li sta straziando.

E’ una notte più fredda rispetto a quelle di questa stagione, intorno a me ci sono giovani preti e suore di ordini che mi sembrano esotici. Nella folla gli anziani e signori sono pochi rispetto ai protagonisti di questa piazza che sono ragazzi poco più che ventenni.

All’atmosfera solenne che credevo di vedere piano piano ne vedo sostituirsene un’altra, più mondana, più un in linea con i tempi che vivo e con la loro quotidianità. Un signore rivolto alle due finestre ascolta in cuffia le notizie che sta fissando sul suo videofonino. D’improvviso noto un gruppo intorno ad una chitarra che canta una canzone parrocchiale dal gusto estivo. Non riesco a trattenere lo stupore quando cominciano a battere le mani con un ritmo vivace e sincopato. Durante la nottata mi dovrò rassegnare alla vista di cose ben più spinte, in alcuni casi vedrò anche canzoni accompagnate da un accenni di balletti di mani e applausi. Nell’aria non sento quel mesto, profondo e silenzioso dolore che mi aspettavo di trovare, ma emozioni di convivio e socievolezza, ilarità e amicizia, che mi feriscono quasi, tanto le trovo fuori luogo.

Mi siedo accanto alla fontana, a consolarmi di fronte ad un gruppo di giovani preti vestiti di nero. Sono seduti sul selciato, con i rosari in mano scandiscono preghiere, ad un ritmo che trovo solenne e contenuto al punto giusto.

Più passano queste ore di attesa, più la piazza si spopola poco a poco e rimangono solo i giovani. La gente se ne va, il papa non è morto, l’appuntamento con la Storia è stato rinviato. Può sembrare un sentimento un po’ ripugnante, ma la consapevolezza del malato irrecuperabile genera questa incongrua aspettativa di morte, ma d’altronde sarebbe poco amorevole augure una lunga agonia. E poi si era detto che il papa già sentiva e toccava il signore, sembrava una questione di momenti. E i fedeli si erano affrettati per arrivare dopo l’irreparabile. La gente aspettava con desiderio angosciato l’attimo del trapasso per poter dar spazio ai sentimenti più profondi, alla commozione collettiva. Se ne va la gente, con volti stanchi che quasi mi sembrano accompagnarsi ad una certa delusione.

Mentre la notte volge verso la fine, l’atmosfera che si forma pare quella dei grandi concerti rock d’estate quando tutto è finito. Molti si infilano sotto il sacco a pelo, guardano il cielo o scherzano un poco fra loro. Li guardo con un misto di invidia, perché inizio ad avere un certo freddo, e dolcezza, perché mi danno la sensazione di trovare in questa piazza immensa un luogo domestico, intimo. Si accucciano ai piedi del letto, del loro papa che muore”.

 

 

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venerdì, 01 aprile 2005

Non era caro agli Dei

!
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I Misteri della Falesia

Noto ora che su internet circola questa foto. Assomiglia tremendamente ad Ebu visto da dietro. Che strano..

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giovedì, 31 marzo 2005

Nostalgia

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mercoledì, 30 marzo 2005

Concorso di poesia FAKE

E' indetto un eburneoconcorso di false poesie. 
La data di scadenza per far pervinere le poesi è il 5 aprile, farà fede il caunter del blog.  
Il premio sarà da concordare con il vincitore.
La giuria, glieburnei utenti
I partecipanti, gli eburneilettori
Ecco la mia poesiaFaKe:
 
Si sta
come d'estate
sotto le ascelle
il sudore
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martedì, 29 marzo 2005

C'è questo film documentario, che ha vinto in Sundance, che è proprio forte. Tutto a base di video amatoriali, di videodiari. Un riflessione sull'ambiguità della verità e sul fascino magnetico delle immagini. Provate a leggere le recensioni di "Una storia americana" su internet e noterete che ognuno ha capito una cosa diversa di questo emblematico caso giudiziario, e che forse ognuno è rimasto ancorato ai suoi pregiudizi. Daltronde in assenza di certezza il pregiudizio non è forse il migliore fra gli antidoti per l'inquietudine?

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lunedì, 21 marzo 2005

L'inserzionismo spiegato ai Romani

 

Quando si pubblica un annuncio tipo: "singola a 300 euro di fianco a S.Pietro", bisognerebbe entrare anche nei dettagli. Anche perchè poi è abbastanza scocciante trovarsi a fare telefonate, come quella che ho appena fatto, in cui devi chiarirti su cose di questo tipo:

"Ma, guardi, la ringrazio, ma io cercavo una stanza con una finestra, sa per me è un esigenza cambiare aria ogni tanto, vedere la luce del sole, cose del genere insomma. Ma lo sapeva che anche la convenzione sulle carceri obbliga una finestra per cella?"

E le celle sono gratis

 

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giovedì, 17 marzo 2005

ROCKABILLY

Rockabilly was a wild, hepped-up meeting between country & western music and early rhythm & blues. It was one of the very first forms of rock & roll, and it was the first one performed predominantly by white musicians (almost all of whom came from the South). Rockabilly was played with spare instrumentation: a twangy electric guitar and an acoustic stand-up bass whose strings were snapped percussively in a technique dubbed "slap-back" (which sometimes made drums unnecessary). Rockabilly had a thumping, jumping beat that easily made it the most propulsive, visceral, and implicitly sexual style of "white" American music up to that point. Essentially, it made rock & roll accessible to white audiences, thus touching off a cultural revolution the effects of which are still being felt. The genesis of rockabilly dates back to the early '50s, when Bill Haley started fusing electrified country boogie with jump blues. But the style truly crystallized on Elvis Presley's 1954-56 recordings for the Sun label, which captured the manic, primal energy that would become a rockabilly staple. They also established rockabilly's signature production style: echoed vocals, loads of reverb, and a warm, crisp ambience that became the Sun label's trademark. Haley's "Rock Around the Clock" broke rockabilly into the big time in 1955, making it possible for Sun owner Sam Phillips to sell Presley's contract to RCA for a substantial sum of money. Presley became a superstar in 1956, touching off a tidal wave of copycat recordings that, while low on budget and innovation, still inspire rockabilly fanatics with their crazed DIY enthusiasm; additionally, many straight country singers began making rockabilly records, some for the style's popularity, others for its wild excitement. Meanwhile, Phillips used his Presley dollars to gather a stable of rockabilly artists that was second to none: Carl Perkins, Jerry Lee Lewis (who broke from the rockabilly norm by playing piano), Roy Orbison, and singers like Johnny Cash and Charlie Rich who were really country artists at heart. Other significant rockabilly artists were Buddy Holly, who brought melodic pop sensibilities to the music; Gene Vincent, whose crack band featured rockabilly's fastest lead guitarist in Cliff Gallup; Eddie Cochran, whose wry stories of teenage rebellion were overshadowed by his untimely death; and Johnny Burnette, who waxed some of the wildest rockabilly sides ever before finding greater acceptance as a pop idol. As rock & roll evolved into a slicker commercial enterprise, and as the music itself mutated (very quickly) into new forms, rockabilly was left in the dust, largely disappearing from the charts after 1958. However, as the "roll" was slowly siphoned out of rock & roll over the coming decades, artists looking for ways to lend their music a certain raunchiness frequently returned to rockabilly's madly swinging, hip-rolling beat. In the early '80s, there was a full-fledged rockabilly revival; some groups, like the Stray Cats, played up the retro-'50s stylization and greaser image, while others, like the Cramps, loved the raw, crude, amateurish side of the music (usually adding a campy flair) that created a modern subgenre known as psychobilly.

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mercoledì, 16 marzo 2005

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giovedì, 10 marzo 2005

Nuovo Blog

Ebu annunicia la nascita di un nuovo blog collettivo tutto di politica. In questo modo questo blog qui potrà definitivamente assolvere la propria missione: dire un sacco di stupifaggini come piace a me!!!

www.shylock.splinder.com

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martedì, 08 marzo 2005

STRONZA

Quando è troppo è troppo. Io voglio o le dimissioni di Ezio Mauro o il licenziamento immediato dell’inviata di Repubblica Concita de Gregorio. Leggete il suo reportage di oggi sul funerale di Nicola Calipari. Titolo: “Messa senza lacrime per il piccolo Filippo”.

Poche cose sono maggiormente irritanti dei giornalisti che pretendono di sapere quello che passa nella testa delle persone. E la De Gregorio fa uso di questa sporca trovata in maniera che raggiunge vette degne della radiazione dall’Albo.

Vorrei parlare con il povero Filippo Calipari per aiutarlo ad esporre denuncia.

Ma che cazzo ne sa la De Gregorio che a Filippo da fastidio l’odore di incenso? Che le mani di Silvia sono gelide? Che è strano non essere a scuola? Non gli hanno mai spiegato che il giornalismo è un lavoro che tratta i fatti non le suggestioni di chi scrive?Ma che gli dice il cervello alla De Gregorio quando scrive che Nicola Calipari avrebbe detto a suo figlio: “sei il piu’ bravo” perché è stato quello che non ha pianto? Ma cosa usa per ragionare questa giornalista? Che cazzo ne sa lei se Calipari non credeva che fosse importante piangere quando si soffre, che da sempre era apprensivo del fatto che suo figlio Nicola era troppo poco emotivo.

Ma soprattutto: sono cazzi della De Gregorio? Sono cazzi nostri? No, non fa parte del diritto di cronaca la reazione emotiva del giovane Filippo.

 Non sono cazzi tuoi, De Gregorio, ed è stata particolarmente volgare la trovata di origliare le conversazioni fra i parenti al funerale e riportarle sul giornale. Si chiama spiare. Ti pagano per questo? Ti pagano per spiare?

Ebu vuole aggiungere un accorato appello alla De Gregorio: Vaffanculo.

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http://eburneodente.blogspot.com/

mi è toccato di aprire un nuovo blog al sol fine di commentare i post di Volgare. Non mi sembra giusto

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lunedì, 07 marzo 2005

Tanto per compiacere Mancino

"La marcia compatta contro il nemico genera legami insolitamente affettuosi con i nostri vicini. In tempi di disagio e disperazione, la guerra è una distrazione straordinariamente efficace"

Chris Hedges

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Vivere sulla Terra è costoso, ma un ingiro completo intorno al Sole della durata di un anno è compreso nel prezzo

Anonimo

 

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 "In ogni giovane apatico si nasconde un combattente"

 

Ebu sarà anche sensibile alla retorica nazionalpopolare, ma vede in Calipari tutti i tratti di un vero eroe moderno. Il talento e il successo all'ombra della ribalta. Nessuno sapeva ma lui ha lavorato con capacità e preparazione su casi difficili. Un ruolo da 007 che dopo la sua morte lo fa diventare all'improvviso una figura romantica. Il suo volto anonimo, ma al contempo incisivo, di quelli che poi non dimentichi. Quel sorriso che se anche non l'hai mai visto ti sembra di conoscerlo, quasi fosse il tuo vicino in campeggio al mare che ti offre un bicchiere di vino e un pesce da lui appena pescato.

Protteggere col proprio corpo una persona conosciuta da mezzora. In realta' non è eroismo. E' il tranfert affettivo elaborato per una persona a cui hai dedicato il tuo lavoro, la tua passione, la vedi senza forze, smagrita. Provi un affetto inconsapevole che è anche la misura del tuo successo, è li' fra le tue braccia, viva. Ecco, Calipari è per Ebu una persona buona, di quelle che si prendono a modello. 

Sismi, Sisde, Cossiga, sono tutte cose a parte. I sistemi non fanno ombra sugli uomini. 

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La band rock-a-billy The Eburneodente sta suonando il suo pezzo migliore: "Lanciolla". Il pubblico, estatico, lancia pinte di birra sul palco.